Burnout staff sanitario: meno stress, più produttività

  ufirst     lug 08, 2019

Burnout sanitario

Le professioni sanitarie sono tra le più esposte allo stress correlato al lavoro, con pesanti ricadute sul piano sia personale sia professionale. Ecco alcuni consigli utili per ridurre e prevenire i più comuni fattori di rischio

Secondo i dati Istat la Sanità si colloca al quarto posto tra i settori professionali i cui operatori sono maggiormente esposti al rischio di sviluppare malattie legate al lavoro, con una percentuale del 32,6%.

Questo perché il settore sanitario è, per sua stessa natura, caratterizzato dalla presenza di numerosi fattori di rischio psico-sociale, tra cui:

  • Organizzazione dei turni
  • Gestione delle emergenze
  • Relazioni con l’utenza

 

Burnout del personale sanitario: fattori e categorie a rischio

Il burnout è una sindrome da stress lavoro-correlato che si manifesta con una serie di sintomi che vanno dall’esaurimento emotivo, all’irrequietezza e al senso di frustrazione, con pesanti ricadute sia sul piano professionale sia sul piano personale.

Ma a contribuire allo stress concorrono anche altri fattori:

  • interni, legati sia all’ambiente di lavoro e all’area di intervento in cui opera lo staff sanitario, sia all’organizzazione dei reparti e delle unità operative delle Asl
  • Esterni, legati al sovraffollamento delle strutture e alla carenza di personale sanitario.

Una situazione che va anche a svantaggio del corretto funzionamento delle strutture sanitarie, dove più che mai è indispensabile che le prestazioni professionali degli operatori coinvolti rispettino determinati standard qualitativi.

Strategie per ridurre lo stress dei dipendenti sanitari

Se poco si può intervenire sulla natura stessa della professione sanitaria, che espone gli operatori al contatto diretto con persone che vivono situazioni di malessere e sofferenza, si può invece intervenire in maniera decisiva sull’organizzazione interna delle strutture sanitarie in modo da ridurre significativamente i fattori di rischio che possono determinare l’insorgenza dello stress lavorativo.

In questo articolo forniremo alcuni consigli per la prevenzione e la gestione del rischio in ambito sanitario, legati soprattutto agli aspetti organizzativi di questa professione e alla gestione dell’utenza.


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Pianificare un sistema di turni efficace

Doppi turni, straordinari e gestione del sovraffollamento sono uno dei fattori maggiormente implicati nell’insorgenza dello stress lavorativo degli operatori del settore sanitario.

Per prevenire lo stress legato a queste criticità è indispensabile introdurre sistemi digitali sia di pianificazione del lavoro sia di gestione dell’utenza, in modo da ridurre il carico di lavoro dei dipendenti e fluidificare i processi lavorativi.

Fluidificare la comunicazione e l’aggiornamento dei dipendenti

Le difficoltà di comunicazione e di aggiornamento sono alla base dello stress lavoro correlato per i dipendenti del settore sanitario. Anche in questo caso, l’introduzione di strumenti tecnologici volti a favorire la comunicazione sia interna, tra i vari membri dello staff sanitario, sia esterna, cioè tra personale sanitario e utente, permette di fluidificare protocolli e ridurre i tempi di attesa per l’erogazione dei servizi.

Gestire il contatto con l’utenza

Il sovraffollamento delle strutture sanitarie è una delle principali cause di stress per gli operatori della sanità e li espone anche al rischio di aggressione fisica e verbale.

Se da un lato è indispensabile predisporre servizi di counseling psicologico per aiutare i dipendenti ad affrontare correttamente eventuali situazioni limite, dall’altro è la prevenzione a giocare un ruolo cruciale: fare in modo che casi del genere non si verifichino, riducendo al minimo i fattori di rischio, è fondamentale per tutelare la sicurezza e il benessere psico-fisico dei lavoratori della sanità. Ecco perché diventa indispensabile introdurre strumenti digitali in grado di ridurre il fenomeno delle code presso le strutture sanitarie, attraverso sistemi di gestione delle richieste, riduzione delle liste d’attesa e quindi delle file fisiche.

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